Il caso dei politici Usa e dei domini a loro nome già registrati da altri

Avete intenzione di concorrere per qualche carica pubblica? Registrate subito il dominio internet del vostro nome con tutte le estensioni possibili, da “.com” a “.org”, passando, almeno in Italia, per “.it”. Se non lo farete è probabile che qualcuno lo farà per voi. E allora il rischio non sarà solo quello di imbarcarsi in una dispendiosa trattativa d’acquisto, tra privati ma anche, e lo dimostra il recente caso di Carly Fiorina, di vedere un sito con il proprio nome e cognome nella barra degli indirizzi utilizzato dai vostri nemici per prendervi in giro. E a quel punto non c’è niente da fare, meglio cominciare a pensare ad un soprannome e poi lavorare bene con il SEO per apparire come primo risultato delle ricerche online anche quando qualcuno vi googlerà.

La vendetta degli ex impiegati di Hewlett Packard al loro ex CEO Carly Fiorina. Lo scorso quattro maggio, con un tweet, l’ex amministratrice delegata della  Hewlett Packard ha annunciato di volere concorrere alle primarie del partito repubblicano per le prossime elezioni statunitensi del 2016. Purtroppo per lei quando ha cercato di registrare il dominio  http://carlyfiorina.org/, la risposta del server è stata che quell’indirizzo era già occupato. Non solo. Digitandolo ci si è accorti che non si trattava di un caso di omonimia o di una furba mossa commerciale operata da qualcuno in cerca di soldi facili, ma di una vera e propria vendetta realizzata in nome dei tanti dipendenti licenziati dalla Hewlett Packard durante la sua gestione. “Carly Fiorina failed to register this domain, so I’m using it to tell you how many people she laid off at Hewlett Packard. It was this many: …” , “Carly Fiorina non è riuscita a registrare questo dominio, così lo uso io per dirvi quante persone ha licenziato alla Hewlett-Packard. Sono state tutte queste:…” e, a seguire, centinaia di emoticon tristi che continuano fino ad un fondo pagina che non sembra finire mai.

Non è un caso isolato La soluzione adottata dal comitato elettorale a sostegno di  Carly Fiorina è stata quella di registrare un nuovo dominio dal nome “carlyforpresident.com”. Certo, niente cognome, ma non c’erano forse alternative più valide. Su questo nuovo sito vengono ora reindirizzati anche tutti quelli che provano a digitare carlyfiorina.com. Altrettanto beffardo è stato il destino per un altro candidato alle primarie repubblicane, Ted Cruz, il cui dominio registrato a proprio nome, http://www.tedcruz.com/, mostra in home page lo slogan: “Support President Obama. Immigration Reform Now”. Il dominio, secondo quanto riporta il The Hill, è stato registrato addirittura nel 2004. Non è tutto. Anche il sito TedCruzforAmerica.com reindirizza altrove, ovvero su di una compagnia di assicurazione medica. Per Cruz la soluzione è diventata TedCruz2016.com. Una soluzione, insomma, si trova sempre. Ma se avete intenzione prima o poi di candidarvi (o di fare un brutto scherzo a qualcuno che pensate potrebbe lanciarsi in politica), lavorare in anticipo potrà solo che portarvi benefici.

FONTE Wired.it

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